La Banca Mondiale si è finalmente pronunciata contro la diffusione degli allevamenti di tigri, considerata da molti una minaccia per questo animale in via di estinzione.

Secondo diverse associazioni ambientaliste, la diffusione degli allevamenti di tigri e di altre specie protette dalla convenzione Cites, rischia di divenire l'escamotage per una massiccia "legalizzazione" delle catture illegali. Il commercio delle tigri e di sottoprodotti è rigorosamente vietato dalla Convenzione internazionale Cites, e conseguentemente proibito nei paesi consumatori, innanzitutto la Cina. Ma la crescente lobby legata a questo mercato aveva ottenuto il riconoscimento degli allevamenti privati, che ora, dietro una parvenza di legalità, si stanno configurando come un massiccio riciclaggio degli animali catturati allo stato selvaggio.

"L'estinzione è un fenomeno irreversibile, e il principio precauzionale suggerisce che i rischi legati alla legalizzazione degli allevamenti sono troppo alti" ha dichiarato  il direttore della Banca Mondiale Keshav Varma tin occasione del 58. meeting della Cites.  "Per evitare l'estinzione delle tigri allo stato selvatico, è necessario fermare tutte le forme di commercio di prodotti originati da questo animale, e quindi chiudere gli allevamenti" ha dichiarato Susan Lieberman, del WWF.

 

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