La Commissione Europea progetta di definire "foreste" le piantagioni finalizzate alla produzione di olio di palma, allo scopo di promuovere come sostenibile il discusso biodiesel. E' quanto emerge da una bozza di comunicazione europea resa nota da Friends of the Earth. Ma secondo l'ONU, la rapida espansione delle piantagioni di palma da olio è divenuta la principale cause di deforestazione in Malesia e Indonesia.


L'Unione Europea, nel sancire che un 10% del carburante debba essere composto da biodiesel, si era impegnata a stabilire dei criteri di sostenibilità che vietassero l'impiego di olio proveniente da colture non sostenibili. Ma secondo l'ultima bozza della Commissione, la conversione di forste pluviali in piantagioni non è un problema, dato che le palme sono alte oltre cinque metri e le loro fronde sono in grado di coprire il 30 per cento del suolo, ed è quindi possibile considerarle foreste. "Questo significa, per esempio, che la conversione da una foresta a una piantagione di palme da olio non costituisce in sé una violazione [dei critari di sostenibilità]". Malgrado sia unanimemente riconosciuto il legame tra espansione delle piantagioni di palma da olio e la deforestazione, l'Europa non si turba: il portavoce della Commissione ha negato che la redazione della bozza abbia comportato sostanziali polemiche.

 

"Permettere l'espansione delle piantagioni di palma da olio a colture per il carburante delle automobili europee avrà un impatto devastante sul clima, sulla biodiversità e sulle foreste - ha commentato Adrian Bebb, di Friends of the Earth - Se la Commissione appena insediatasi prende sul serio gli impegni assunti a fermare cambiamento climatico e la perdita di biodiversità, deve impedire che le foreste siano sacrificate alle impostazioni di carburante". Servono 86 anni di utilizzo di biofuel per compensare le emissioni create dalla conversione di una foresta pluviale in piantagione di olio di palma. Il Malaysian Palm Oil Council , il cartello malese dell'olio di palma, ha assunto una multinazionale delle pubbliche relazioni, la GPlus, per avviare una aggressiva campagna di pressione politica, organizzando incontri con numerosi ministri europei.


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