Sono centinaia i pini delle foreste della Sila che ogni giorno vengono abbattuti per alimentare l'ex Cellulosa Calabra di Crotone, riconvertita in produzione di energia elettrica da biomasse.
In Calabria sono stati realizzati o sono in fase di completamento cinque grandi impianti, con una capacità complessiva di circa 80 MW elettrici. La capacità di utilizzo di biomasse forestali a fini energetici in Calabria si è ormai cresciuta di dieci volte. Per alimentare la centrale vengono abbattuti alberi grosse dimensioni. I boschi della Sila vengono abbattuti per rifornire la ex Cellulosa Calabra, la LegnoChimica di Rende, la cui fame di fibre è in costante crescita.


Si tratta di una crescita insostenibile anche dal punto di vista della logistica (squadre di taglio, camion, piazzali). I tronchi provenienti dalla Sila  vengono trasportati verso la centrale attraverso la statale 106 ionica, creando un forte impatto sul traffico locale.
Le centrali sono alimentate da fibre provenienti da tagli di diradamento di piantagioni ora troppo fitte, tagli di conversione di cedui in altofusti, tagli di sostituzione di impianti non naturali di conifere per agevolare la diffusione di latifoglie. Ma la crescente domanda di biomasse creata dalle centrali sta portando le centrali a orientarsi anche sul mercato esterno, prevedendo l'importazione di truciolati dalla Tasmani,a dove vengono abbattute preziose foreste naturali.

 

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