I vestiti che indossiamo provengono dalla distruzione delle foreste? E’ possibile: molti capi di abbigliamento contengono rayon o viscosa, che vengono fabbricati con la pasta di legno. E da dove viene questo legno? Ecco la domanda, a cui ha dato risposta una ricerca dell’associazione ambientalista canadese Canopy.

 

Il primo passo per controllare se un vestito sia legato alla deforestazione, è controllare l’etichetta. Se vi sono rayon o viscosa, allora sì, il capo di abbigliamento potrebbe provenire dalla distruzione della foresta pluviale.

Infatti rayon e viscosa sono prodotti da un tipo speciale di cellulosa, frutto di un complesso processo di dissoluzione che richiede una alta intensità di composti chimici. Secondo Canopy, ogni anno oltre 70 milioni di alberi vengono trasformati in tessuti per l'abbigliamento.

La questione centrale è da dove proviene il legno con cui viene fabbricata questa cellulosa. Sempre secondo la ricerca di Canopy, tronchi provenienti dalle foreste boreali e tropicali finiscono regolarmente nei tessuti utilizzati per produrre una vasta gamma di capi di abbigliamento.

"Dalle passerelle di Milano Moda fino alla 7th Avenue di New York, dal vostro negozio preferito fino al centro commerciale locale, ovunque la moda ha un costo nascosto che non mostra nel cartellino del prezzo. Gli stilisti, le griffe e produttori di abbigliamento sono probabilmente consapevoli che alcune delle loro eleganti creazioni in tessuto sono fatti con materiale proveniente da alberi, figuriamoci gli alberi delle foreste antiche e in via di estinzione ", sostiene Canopy.

La cellulosa chimica per dissoluzione si ottiene sciogliendo i trucioli di legno in soda caustica (idrossido di sodio) e solfuro di carbonio. La soluzione viscosa viene quindi trasformata in fibre di viscosa in fiocco (VSF, sottili fili di filato rayon). Queste vengono lavorate ottenendo tessuti con cui vengono fabbricati indumenti. Le fibre di eucalipto, soia o di bambù subiscono lo stesso trattamento per poi diventare rayon. Il Rayon, a seconda del contenuto di cellulosa, viene anche usato per produrre cellophane, corde, pneumatici, tappeti e tappezzerie).

Oltre l'80% di pasta per dissoluzione prodotta nel mondo viene convertito in rayon, che è poi utilizzato per produrre abiti, giacche, abiti, calze, cravatte e altri indumenti. La fibra di rayon può anche troverai sotto la dicitura “tessuti misti” e sta progressivamente sostituendo il cotone, di cui è molto più economica.

L’associazione statunitense Rainforest Action Network (RAN) ha lanciato una campagna, chiamata “Fuori moda”, per denunciare i legami del dal settore dell’abbigliamento con la distruzione delle foreste.

“L’industria dell’abbigliamento sta trasformando le foreste in moda. Grandi gruppi industriali producono rayon, viscosa e altri prodotti tessili, trattando grandi quantitativi di legno con processi dannosi e altamente tossici. Questo legno proviene spesso dalla distruzione delle foreste pluviali, da violazioni dei diritti umani, dal land grabbing e dalla perdita di preziosi habitat per le specie in via di estinzione E’ il momento di dire basta” scrive Christy Tennery- Spalding, di RAN.

Secondo RAN questo processo produttivo è “criminalmente inefficiente". Oltre all’impiego di materiali fortemente tossici (che rischiano di inquinare gli ambienti circostanti), allena il 30% del legno impiegato è effettivamente utilizzabile per l'abbigliamento; il restante 70% finisce ad accumularsi in una crescente massa di rifiuti.

Nel 2012, in tutto il mondo vi erano 34 produttori di cellulosa per dissoluzione, con una produzione totale di 5,7 milioni di tonnellate. Questo significa circa il 6% della domanda globale di fibre, mentre la quota di cotone era un terzo, e il resto era coperto da fibre di oleose. Ma la domanda di cellulosa per dissoluzione è in crescita ai danni del cotone. La fiorente industria dell'abbigliamento cinese è a tutt’oggi il principale mercato per questo materiale.

RAN segnala un forte vento di cambiamento nel settore dell’abbigliamento: diverse aziende hanno adottato misure per eliminare le fonti controverse dalla loro catena di rifornimento, e alcune di loro si sono impegnate a fare accurate verifiche. Questo dimostra che cambiare. RAN propone di inviare una lettera alle imprese dell’abbigliamento per chiedere abiti senza deforestazione.

 

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