Il governo del Bangladesh ha annunciato un piano per il sostegno all'industria dei gamberi, in seguito al blocco delle esportazioni verso l'Unione Europea a causa della contaminazione chimica di nitrofurani. Altri 700 milioni di dollari sono stati stanziati dal Fondo Monetario Internazionale sotto foma di prestiti a tasso agevolato.
L'allevamento dei gamberoni, promosso dal governo e  da organizzazioni finanziarie multilaterali (prevalentemente FAO e Banca Mondiale), ha comportato  la distruzione delle foreste costiere di mangrovie, e conseguentemente dell'economia locale, basata sull'agricoltura e sulla pesca.

Nel corso degli anni ottanta, l'economia del gamberone è arrivata a dominare quasi interamente l'economia delle regioni del sud- ovest. Il Bangladesh è divenuto il quinto produttore mondiale, con una produzione annuale di 30.000 tonnellate, con un giro d'affari di 325 milioni dollari. Parallelamente le foreste di mangrovie venivano convertite in allevamenti, mettendo a tacere, anche con la violenza contadini e pescatori che rifiutavano di fare spazio all'affare del decennio.

In questo periodo il 45 per cento delle foreste di mangrovie è stato distrutto, lasciando le coste senza protezione verso maree o vento o onde anomale. A partire dai primi anni novanta, i maremoti hanno iniziato a mietere migliaia di vittime, nelle fascia costiera in cui le mangrovie sono state eliminate. Una ricerca congiunta dell''Università di Delhi e di Duke conclude che le fatalità associate ai cicloni aumentano sensibilmente nelle aree non protette dalle mangrovie.
Un mese dopo la pubblicazione delle studio, lo scorso aprile, il ciclone Aila ha ucciso 90 persone nel distretto sudoccidentale del Bangladesh (e portato via il 40 per cento degli allevamenti di gamberoni nella regione di Khulna).
Ma l'industria del gambero è in continua espansione: dopo alcuni anni il tratto di costa impiegato è ormai degradato, sui fondali degli stagni di acquacoltura si deposita uno strato tossico di escrementi e scarti chimici, che costringe ad abbandonare lo stagno dopo pochi anni di utilizzo, e l'allevamento deve essere spostato in un'area ancora incontaminata (prima di trent'anni il sito non è più utilizzabile.) Un progressivo spostamento che lascia dietro di sé coste degradate e inquinamento delle falde acquifere.
All'industria del gambero sono collegate anche numerose violazioni dei diritti umani, soprattutto allo scopo di convincere contadini riottosi a cedere i propri campi a prezzi contingentati: dall'impiego di gruppi criminali, all'inondazione dei campi con acqua salata. Alla fine gran parte dei contadini è stata costretta a cedere i propri campi e a lavorare come salariati, costantemente esposti alla contaminazione.
Nel 1998, nel distretto di Satkhira, la polizia ha sparato su una dimostrazione di contadini che si opponoevano allo sfollamento forzato, uccidendo quattro persone, tra cui la leader della locale Associazione delle Contadine, e facendo 250 feriti. Da allora simili episodi si sono ripetuti assieme all'espansione dell'allevamento dei gamberi. Lo scorso marzo, il sindacato contadini del distretto di Khulna ha denunciato l'incursione da parte di personale degli allevamenti di gamberi, finalizzato a inondare di acqua salata i campi coltivati.
Nello stesso distretto, da quando nel 2004 il giornalista e attivista per i diritti umani Manik Chandra Saha è stato ucciso in un attentato, si sono susseguiti altri 13 attentati ai danni di giornalisti.

 

 

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