Il gruppo ecologista Greenpeace ha accusato oggi il colosso asiatico per la produzione di carta Asia Pulp & Paper di effettuare abbattimenti illegali di alberi in foreste remote della Cina.
L'ufficio cinese di Greenpeace in particolare ha accusato App di aver tagliato per due anni alberi nelle foreste naturali della provincia meridionale di Yunnan, violando la legge cinese.


"Greenpeace chiede la governo cinese di bloccare i progetti di App nello Yunnan e di fare una verifica completa di tali progetti", ha detto ai giornalisti Liu Bing, vicedirettore della campagna progetto foreste di Greenpeace Cina. Dirigenti di App in Cina non sono stati al momento reperibili per un commento.

Il gruppo ecologista sostiene che App ha tagliato alberi di foreste naturali, non alberi coltivati come proposto in origine, e di aver piantato eucalipti che non sono alberi autoctoni e possono provocare erosioni, minacciando la biodiversità locale danneggiando l'ambiente e l'economia dello Yunnan.

"Alcuni allevatori sono preoccupati perché in alcune aree deforestate l'erba non cresce. Cosa mangeranno le loro bestie?".

Yunnan, una delle aree più eterogenee della Cina, ospita la maggior parte delle foreste pluviali del Paese, di cui una vasta parte negli ultimi decenni sono andate perdute.
App, principale gruppo asiatico della carta al di fuori del Giappone, era stato accusato da ambientalisti di deforestazioni illegali anche in Indonesia, suo principale centro produttivo, anche se aveva respinto le accuse.

A fine ottobre App aveva annunciato di aver potenziato una moratoria sul taglio di alberi in due aree strategiche dell'Indonesia sino al completamento di un programma di conservazione.

 

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