Nel 2015, dopo un decennio di conflitto ambientale, l'industria forestale, le associazioni ambientaliste e il governo hanno firmato un accordo che assicurava una moratoria sul taglio delle foreste native. Due anni dopo però, il governo si è rimangiato l'accordo, annunciando un piano che permette l'accesso a 356.000 ettari di foresta coperti da moratoria fino al 2020. La legge è stata fortemente opposta, non solo dagli ambientalisti, ma anche dall’industria forestale, la cui associazione ha promesso di vare campagna contro la decisione del governo.

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Eye on the Taiga - Così l'industria della carta sta distruggendo le ultime foreste vergini d’Europa”. Secondo il rapporto, diffuso oggi da Greenpeace, numerose imprese produttrici di carta e derivati sono collegate ad aziende che stanno distruggendo una delle ultime e più grandi foreste vergini d’Europa, nella Taiga russa. La Taiga russa è parte dell’ecosistema della Grande Foresta del Nord, che si estende per 16 milioni di chilometri quadrati dall’Alaska alla Russia, passando per il Canada e la Scandinavia. 

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Dopo anni di deforestazione, sembrava quasi che l’industria della carta in Indonesia fosse pronta a cambiare registro. E invece no, le cose non vanno affatto nella direzione giusta. Pochi giorni fa, Greenpeace e WWF si sono sganciati dal tavolo con la Asia Pacific Resources Limited (APRIL) a causa delle informazioni fuorvianti, della mancanza di trasparenza e della scarsa attuazione degli impegni assunti, aggravati dalle ripetute violazioni delle leggi e dei regolamenti sulla tutela delle torbiere. In poche parole, la APRIL non è più affidabile.

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Tre nuovi arresti in Germania per gli attivisti che si sono arrampicati sugli alberi nella foresta Hambach, nei pressi di Aquisgrana. Gli attivisti avevano ha costruito una casa sugli alberi per evitare che la foresta sia abbattuta da una compagnia mineraria. Questo è l'ultimo episodio di un lungo conflitto ambientale circa il futuro della foresta.

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Le compagnie multinazionali che utilizzano materie prime come olio di palma e di soia sono troppo lente nell’eliminare la deforestazione, e rischiano di venir meno agli impegni assunti. E’ quanto emerge dall’analisi delle principali 500 aziende, curata dal gruppo Canopy. I prodotti agricoli - tra cui carne e carta - causano più dei oltre due terzi della distruzione delle foreste tropicali in tutto il mondo, sostiene Canopy. Ambiziosi sottoscritti e volti a eliminare la deforestazione entro il 2020 o il 2030 saranno difficilmente raggiunti.

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