EE’ una delle ultime foreste millenarie d’Europa, o almeno, una delle ultime rimaste intatte. La foresta di Bialowieza si estende s 300.000 ettari al confine tra la Polonia e la Bielorussia è una delle aree naturali  più importanti dell’Europa. Dal 1979 è anche patrimonio naturale mondiale dell'UNESCO. Un tempo era la riserva di caccia degli zar russi, ma  oggi è abitata sede da 900 bisonti, oltre che da lupi, linci e cervi. Con più di 250 specie di uccelli, 59 mammiferi e oltre 12.000 invertebrati, Bialowieza è uno dei centri europei della biodiversità, e attira turisti provenienti da tutto il mondo.

Una modifica alla legge ambientale polacca mette a rischio una delle ultime vaste foreste naturali d’Europa. La  “legge di Szyszko”, dal nome del ministro dell’ambiente polacco, permette ai privati di fare piazza pulita dei boschi di loro proprietà, anche in presenza di alberi centenari. La legge, entrata in vigore il primo gennaio scorso, ha già iniziato a causare una devastazione senza precedenti delle foreste polacche, anche se difficile da quantificare, dato che non è più obbligo fioriere alle autorità dei tagli.

Nel 2015, dopo un decennio di conflitto ambientale, l'industria forestale, le associazioni ambientaliste e il governo hanno firmato un accordo che assicurava una moratoria sul taglio delle foreste native. Due anni dopo però, il governo si è rimangiato l'accordo, annunciando un piano che permette l'accesso a 356.000 ettari di foresta coperti da moratoria fino al 2020. La legge è stata fortemente opposta, non solo dagli ambientalisti, ma anche dall’industria forestale, la cui associazione ha promesso di vare campagna contro la decisione del governo.

Eye on the Taiga - Così l'industria della carta sta distruggendo le ultime foreste vergini d’Europa”. Secondo il rapporto, diffuso oggi da Greenpeace, numerose imprese produttrici di carta e derivati sono collegate ad aziende che stanno distruggendo una delle ultime e più grandi foreste vergini d’Europa, nella Taiga russa. La Taiga russa è parte dell’ecosistema della Grande Foresta del Nord, che si estende per 16 milioni di chilometri quadrati dall’Alaska alla Russia, passando per il Canada e la Scandinavia. 

Dopo anni di deforestazione, sembrava quasi che l’industria della carta in Indonesia fosse pronta a cambiare registro. E invece no, le cose non vanno affatto nella direzione giusta. Pochi giorni fa, Greenpeace e WWF si sono sganciati dal tavolo con la Asia Pacific Resources Limited (APRIL) a causa delle informazioni fuorvianti, della mancanza di trasparenza e della scarsa attuazione degli impegni assunti, aggravati dalle ripetute violazioni delle leggi e dei regolamenti sulla tutela delle torbiere. In poche parole, la APRIL non è più affidabile.