La  Corte Europea di Giustizia ha intimato al governo polacco la sospensione immediata del taglio di alberi nella foresta di Bialowieza. Significa che non è solo la decisione del ministro Szyszko del marzo 2016 che ha consentito di estendere l'estrazione del legname nel distretto boschivo di Bialowieza, ma anche i vecchi alberi morti in tutta la foresta non possono essere ridotti. Il divieto di abbattimento degli alberi necessari per la conservazione degli habitat e delle specie forestali resterà in vigore finché la Corte di giustizia europea non emetterà una sentenza definitiva sul caso della foresta Bialowieza.

Mentre polizia in assetto da guerra è stata concentrata attorno alle proteste pacifiche in protezione della più antica foresta d'Europa, la Commissione europea ha deferito la  Polonia alla Corte di giustizia dell’Unione a causa della distruzione della foresta di Białowieża, sito protetto da Natura 2000. Il governo ha infatti deciso di triplicare le operazioni di taglio, che sono già iniziate e procedono a velocità sostenuta. La Commissione chiede alla Corte di adottare misure provvisorie per costringere la Polonia a sospendere immediatamente il taglio.

Il quotidiano del Myanmar Daily Eleven ha riportato che l’impresa forestale statale Myanma Timber Enterprise (MTE), prevede  di riprendere la il prelievo del teak quest’anno, alla fine della moratoria sul taglio. Secondo il quotidiano, la MTE preleverà 17.000 tonnellate di teak nella regione Taninthari nel Myanmar sud-occidentale. Gli alberi da abbattere sono stati già marcati.

I delegati delle Nazioni Unite hanno chiesto di fermare il taglio illegale nella foresta di Bialowieza, ponendo ancora maggiore pressione al ministro dell'ambiente polacco per smettere di distruggere la foresta più antica dell’Europa. I delegati dell'UNESCO hanno resistito alle pressioni politiche basandosi invece su criteri scientifici. Numerosi delegati hanno insistito sull'importanza di una decisione immediata. 

Ogni anno il Perù perde una media di 150.000 ettari di foresta naturale amazzonica a causa della deforestazione causata dall'agricoltura migratoria e dall'attività di sussistenza che devasta l'Amazzonia. Secondo l'Agenzia Peruviana Nazionale per le Foreste e per la Fauna Selvatica (Serfor), altre cause di deforestazione che mettono a rischio i 74 milioni di ettari di foreste del paese sono la il prelievo illegale di legname, l’estrazione mineraria  illegale e la coltivazione di foglie di coca.