Un affare da 150 miliardi di dollari. Imprese senza scrupoli saccheggiano illegalmente le foreste aggrediscono le comunità locali minacciano specie animali a rischio di estinzione.
 
Il legno illegale è quel legname prelevato o commercializzato in violazione alle leggi nazionali. Il commercio di legno illegale, oltre ad essere il frutto di pratiche forestali irresponsabili, è divenuto un vero e proprio motore della distruzione delle foreste. Difatti, mentre le attività illegali distruggono preziosi ecosistemi, la presenza sul mercato di stock di legname a basso prezzo impedisce uno sfruttamento sostenibile delle foreste perché risulta troppo caro sul mercato. Per esempio, diversi legni provenienti da foreste millenarie non costano di più di legni similari di casa nostra.
{slide=Legno di guerra} Spesso il taglio illegale si unisce alla pratica del “conflict timber” (o legno di guerra), quando il cui commercio di tronchi viene gestito da gruppi armati, da fazioni ribelli o da militari allo scopo di alimentare un conflitto. Partite di tronchi in cambio di armi. E spesso va assieme a violenze, massacri e gravi violazioni dei diritti umani. {/slide} {slide=Taglio illegale in Italia} L'Italia è un grande consumatore di legno e cellulosa. Ma non ha neppure uno strumento legislativo per combattere il traffico di legno illegale.
La mancanza di una legge che vieti il legno illegale rende possibile ogni mese lo scarico di migliaia di metri cubi di legname illegale. Perfino in presenza di prove che documentano la probabile origine illegale del legname, le stesse forze di polizia non possono agire. Mentre i CD pirata o le griffe falsificate vengono immediatamente sequestrate, il legno illegale gode della totale impunità, e perfino di protezione.
La soluzione al traffico di legno illegale c'è, ed è praticabile: ci vuole una legge chiara, che definisca in modo univoco che il legno illegale …è illegale. {/slide}
Il il 41 per cento del legname prelevato dallo stato brasiliano del Mato Grosso viene da aree non autorizzate. E’ la conclusione di uno rapporto pubblicato dall'Instituto Centro de Vida (ICV), che ha mappato il prelievo del legname sulla base di immagini satellitari raccolte tra agosto 2013 e il luglio 2016 per poi confrontarle con  le autorizzazioni. Il rapporto mostra che 195.600 ettari di foresta amazzonica sono stati abbattuti illegalmente nel periodo indicato. L'area totale è equivalente alla superficie delle città di São Paulo e Belo Horizonte.

L'economia forestale di Myammar è ancora fortemente segnata dall'illegalità. Durante i primi nove mesi dell'anno fiscale 2017-18 le autorità hanno confiscato circa 36.000 tonnellate di legname, incluse oltre 7.000 tonnellate di teak e 29.000 tonnellate di altri legni duri. Si tratta di una quantità enorme di legname, considerando che per l'anno in corso il Myanmar National Timber Enterprise (MTE) prevede di raccogliere 15.000 tonnellate di teak.

Il Ministero croato dell'Agricoltura ha pubblicato un decreto che vieta per due anni l'esportazione di tronchi di rovere. Il bando è formalmente dovuto alla diffusione del coleottero delle cortecce, che ha indebolito i boschi di 14 province del paese,  paese, ma secondo i media croati,  il bando mira al contenimento della massiccia esportazione di rovere dalla Croazia all'Unione Europea. 

Un attivista ambientalista, una guardia forestale e un ufficiale della polizia militare sono stati uccisi ieri da 3 soldati nel nord-est della Cambogia, un'area particolarmente colpita dal disboscamento illegale. Lo hanno riferito le autorità cambogiane, aggiungendo che i tre sono stati vittima di una rappresaglia per aver confiscato delle attrezzature da taglialegna di contrabbando. I tre erano in pattugliamento di routine nell’are protetta.

Prima in Svezia, poi in Danimarca, ora anche in Gran Bretagna, gli importatori avvertono: il teak del Myanmar (Birmania) non è affidabile, è a rischio di illegalità. Dopo una denuncia dell'Environmental Investigation Agency, e dopo che un importatore è finito in tribunale, le autorità svedesi hanno messo in guardia contro il teak importato dal Myanmar, che non garantirebbe il rispetto della legge europea sul legno illegale. Le autorità danesi hanno quindi intimato a sette importatori di rafforzare i loro propri sistemi di verifica nel caso volessero continuare a commercializzare teak originario dal Myanmar. Richiesta difficile da mettere in pratica: il fatto è che le autorità di Myanmar non consentono agli importatori l'accesso alle informazioni sulla provenienza del legname, necessarie ad assicurarsi della sua eventuale origine legale, e d’altro canto non hanno un sistema interno in grado di escludere il legname illegale.