Una coalizione di organizzazioni della società civile ha pubblicato un rapporto sulla deforestazione e il degrado delle torbiere nell'isola del Borneo, isola del sud-est asiatico ricca di foreste pluviali. Sulla base di un'analisi di immagini satellitari, il rapporto documenta una deforestazione significativa, compresa la rimozione di foreste dalle torbiere, nell'area di concessione dell'impresa PT Adindo Hutani Lestari (Adindo), uno dei maggiori fornitori mondiali di pasta di legno del gruppo APRIL. 

Nel corso degli ultimi anni, gli incendi dolosi in Nord Africa hanno registrato un sensibile aumento. La causa principale di tali incendi è la produzione di carbone, che si ottiene bruciando legna lentamente, in fuochi coperti da terra. In passato, la popolazione locale raccoglieva legna secca localmente, senza impatti sulla foresta. Ma la recente crescita della domanda di carbone, e quindi del suo prezzo, rappresenta n forte incentivo alla crescita della sua produzione. Il risultato è una crescita esponenziale degli incendi ai danni degli ecosistemi forestali, che svolgono un ruolo importante nel benessere della popolazione e ospitano una unica biodiversità.

Mentre il virus COVID-19 si stava diffondendo in tutto il mondo, la deforestazione nelle foreste pluviali del mondo è cresciuta a un ritmo allarmante, ha affermato il braccio tedesco del World Wildlife Fund (WWF) in uno studio pubblicato la scorsa settimana. Il rapporto, che ha analizzato i dati satellitari di 18 paesi compilati dall'Università del Maryland, ha rilevato che nel marzo scorso la deforestazione è cresciuta del 150% a marzo alla media dello stesso mese nel 2017-2019.

Un nuovo studio ha pubblicato dalla rivista Nature Communications nel numero di marzo 2020 riporta un aumento di un quinto del rischio di malaria nelle aree toccate dalla deforestazione. Tale deforestazione continua ad essere causata dell’espansione di colture industriali per la produzione di caffè, in legname, in soia, in cacao, carta, tabacco, olio di palma, carne e cotone, prodotti in vendita in tutti i supermercati del pianeta.

Il provvedimento emesso dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato a seguito di un esposto di Legambiente, Movimento Difesa del Cittadino e Transport & Environment è la prima sentenza italiana contro il ‘greenwashing’. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha disposto una ​multa di 5 milioni di euro nei confronti di Eni, il colosso energetico italiano a prevalente capitale pubblico, per “pratica commerciale ingannevole” in merito alla pubblicità ​“ENIdiesel+”​, che ha inondato giornali, televisione, radio, cinema, web e stazioni di servizio dal 2016 al 2019.