Narcisse Makiandavo ha abbattuto centinaia di alberi, tutti illegalmente: li bruciava per produrre carbonella da vendere nella capitale Bangui. Oggi lui e i suoi colleghi sono divenuti attivi difensori dell'ambiente. "Abbiamo deciso di farla finita con la deforestazione. Ci siamo resi conto che stava spazzando via intere foreste native distruggendo l'ambiente di molte specie selvatiche", spiega Makiandavo, che ora dirige un'associazione di ex taglialegna illegali. La sua associazione conta oltre 80 membri, tutti ex taglialegna che ora si battano per l'ambiente.

Dopo un lungo conflitto con le comunità locali e gli ambientalisti, sembra che il sole stia finalmente tramontando sul progetto di fabbrica di cellulosa Est-For, in Estonia. Il governo estone ha annunciato la decisione di "avviare la risoluzione" del piano territoriale nazionale designato per la cartiera. Il progetto era stato fortemente osteggiato dalle associazioni ambientalsite estoni, dalle comunità locali e dalla popolazione. Il comune di Tartu, la città in cui era progettato l'impianto, aveva avviato una causa legale contro il governo.

 

L'Environmental Paper Network ha pubblicato lo Stato dell'industria globale della carta: un’analisi delle associazioni ambientaliste sulle prestazioni sociali e ambientali dell'industria cartaria. Il rapporto 2018 è strutturato in base agli obiettivi del Visione Globale sviluppata dall’EPN in accordo con 150 associazioni ambientaliste di tutto il mondo. Il rapporto analizza le la crescita dei consumi, la quantità di fibre riciclate, la responsabilità sociale, l’origine e gli impatti ambientali e sociali delle fibre vergini, le emissioni di gas serra, l’inquinamento e la trasparenza. 
Ridurre il consumo di carne per un pianeta più sano: è questo il cuore della visione di Greenpeace per il 2050. I dati parlano chiaro, l’eccessivo consumo di carne e latticini danneggia la salute della popolazione nei paesi sviluppati e al tempo stesso minaccia la salute del pianeta. Riducendo l’utilizzo delle proteine animali, invece, ci sarebbe tanto da guadagnare.

In vista del voto, 23 associazioni ambientaliste chiedono ai candidati di impegnarsi a proteggere i beni comuni e a fermare il cambiamento climatico e propongono l’Agenda Ambientalista 2018: 50 proposte per 18 filoni tematici all’attenzione delle forze e movimenti politici che si candidano al governo dell'Italia.