Quito, 6 Marzo 2002 - hanno accettato dei regali: un po' di cibo, dei medicinali e alcuni utensili utensili. Non sapevano di aver firmato un patto col sangue, gli indios Huaorani che hanno concesso all'azienda petrolifera italiana Agip Oil di compiere prospezioni petrolifere nei loro territori: insomma, una "burla ai diritti collettivi" degli indigeni, come l'ha definita l'organizzazione ambientalista Acción Ecologica. Proprio così. Le comunità indigene hanno autorizzato l'Agip a costruire una piattaforma petrolifera, stendere un oleodotto ed estrarre greggio nella provincia nord-orientale di Pastaza, con un contratto firmato nel marzo del 2001.
In cambio, l'azienda si è impegnata a dare a ciascuna delle sei comunità Huaorani, l'altro, 50 chili di riso e 50 di zucchero, due cubi di grasso, un sacco di sale, un fischietto da arbitro e due palloni da calcio, 15 piatti, 15 tazze, un armadio con 200 dollari in medicinali e poche altre provviste similari - tutto in un'unica consegna.
L'Agip si è impegnata anche a dare agli indigeni un corso per operatori sanitari e consegnargli una radio, una batteria, un pannello solare e 3.500 dollari per costruire un'aula di scuola: è tutto riportato nel contratto firmato dall'Organizzazione delle Nazionalità Huaorani dell'Amazzonia ecuatoriana, dalle sei comunità singolarmente, e da Agip Oil.

La nazione Huaorani è composta da 2.700 persone, stanziati su un territorio di 670.000 ettari tra i fiumi Napo e Curaray. Vivono di agricoltura seminomade praticando la caccia la pesca. 

Ivonne Ramos di Acción Ecologica rivela che questa è una pratica comune tra le compagnie petrolifere. Proprio quel tipo di contratti che ledono la dignità dei popoli indigeni dell'Amazzonia e li stanno portando all'estinzione. "Altre aziende petrolifere hanno firmato accordi simili, avvallati dallo Stato attraverso la Direzione nazionale di pianificazione ambientale del Ministero dell'energia e delle miniere"

Secondo la Costituzione della repubblica e le leggi ambientali, la Agip Oil ha consultato le comunità Huaorani circa il possibile impatto del progetto. Tutto regolare, insomma. Ma per il coordinatore nazionale del Movimento Plurinazionale Pachakutik-Nuovo Paese, Miguel Lluco, il contratto tra l'Agip e gli Huaorani viola tanto la Costituzione ecuadoriana che la Convenzione 169 dell'organizzazione Internazionale del lavoro, ratificata dall'Ecuador tra il 1996 e il '98, secondo cui sarebbe stato preciso dovere dell'Agip di consultare le comunità indigene e tribali circa lo sfruttamento di risorse nei loro territori. Quello che viene definito il "consenso informato".
Le cose non invece non sono andate così. "Secondo il contratto, Agip ha consultato le comunità dopo aver avuto la concessione dal governo, mentre avrebbe dovuto farlo prima", fa notare Lluco. Inoltre l'azienda non "consultare" le comunità indigene sull'impatto del progetto, ma deve prima di tutto commissionare una valutazione indipendente di impatto ambientale, e quindi individuare i meccanismi adeguati per porre rimedio a eventuali impatti. "Solo dopo aver presentato tutto questo alle comunità, allora le consulta e chiede se sono d'accordo. Altrimenti è un inganno".
Ma il contratto non si limita a questo. Infatti prevede che gli Huaorani "riconoscono e accettano" la propria responsabilità per ogni omissione nell'esecuzione dell'accordo, così come per incidenti, danni a terzi e danni ambientali. Invece, l'azienda "sarà libera da ogni responsabilità in relazione alle attività motivo di quest'accordo". Secondo Lluco, questo contratto dimostra che l'azienda petrolifera abbia messo le mani avanti, prevedendo cavilli legali per eludere le proprie responsabilità. "Così, i contaminatori dell'Amazzonia trasferiscono la responsabilità alle vittime della contaminazione. Sembra uno scherzo, ma non lo è. E' molto triste".
 
 
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