L'Autorità forestale nazionale (NFA) dell'Uganda ha espresso preoccupazione per la ricorrente sostituzione di foreste naturali con piantagioni di eucalipti e pini in molte aree del paese, comprese le zone umide. Tom Okello Obong, direttore esecutivo della NFA afferma come la crescente tendenza a distruggere le specie arboree locali per sostituirle con eucalipti e pini a scopo commerciale ha un grave impatto sul clima

Le mega-dighe non dovrebbero essere costruite nelle regioni di foresta tropicale di pianure a causa della minaccia che rappresentano per la biodiversità e gli ecosistemi, secondo gli esperti dell'Università di Stirling. La raccomandazione - pubblicata nel Journal of Applied Ecology - viene da un nuovo studio che si concentra sul sistema idroelettrico di Balbina nell'Amazzonia brasiliana. Come molti sistemi idroelettrici nella regione, la diga di Balbina ha causato un'estesa frammentazione delle foreste, con vaste aree di terra allagate una volta chiusa la diga, trasformando in isolette la cime delle colline, oramai sommerse.

Triste Natale per abeti della Lituania, distinti a diventare mobili Ikea. Ma brutta notizia anche per tutta la fauna e la flora del paese. Un nuovo conflitto ambientale si prepara in Lituania, dove il governo ha autorizzato estensivi tagli a raso (clear-cutting) nei parchi nazionali e regionali, e nelle aree protette dalla rete Natura 2000.

Sei attivisti di Greenpeace sono stati sequestrati dall’equipaggio di una nave cisterna Stolt Tenacity che trasportava olio di palma indonesiano in Europa, sono stati arrestati dal capitano della nave e attualmente detenuti a bordo, al largo della Spagna. "Abbiamo abbordato una nave piena di sporco olio di palma - riferisce Greenpeace international in un tweet - appartenente alla Wilmar, il maggior commerciante di olio di palma del pianeta. Avevano promesso di rimediare alle loro azioni, ma non l’hanno fatto”. 

A un passo dalla vittoria, Jair Bolsonero ha fatto promesse ben chiare: abolirà il ministero dell'ambiente, cancellerà la legislazione ambientale, aprirà le terre indigene allo sfruttamento minerario, abbandonerà l'Accordo di Parigi e asfalterà un'autostrada che taglia in due l’Amazzonia, per aprirla agli allevamenti di bestiame e alle piantagioni di soia. La sua intenzione è chiara: cancellare la foresta amazzonica.